Maccheroncini speck e porcini - Fichi Caramellati

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Maccheroncini speck e porcini

Ricette > Primi Piatti
Ingredienti per 4 persone:

320 g. di maccheroncini  integrali Senatore Cappelli
150 g. di speck
150 g. di funghi porcini
1/2 scalogno
1 spicchio di aglio
olio evo
parmigiano reggiano grattugiato
sale q. b.
pepe q. b.

Maccheroncini speck e porcini
Preparazione:

Per prima cosa prendere i funghi porcini che devono essere freschi. Controllare prima di acquistarli che profumino di bosco, che le "carni" siano ben sode e non mollicce e che non vi siano vermi e parassiti. Pulirli eliminando dalla parte inferiore del gambo, con un coltellino affilato, la parte con attaccata la terra.
Pulirli poi strofinandoli con un canovaccio bagnato eliminando le impurità e stando bene attenti a rimuovere tutta la terra ed i residui delle foglie e del muschio. Solo se sono veramente sporchissimi sciacquare velocemente con un getto di acqua fredda.
Strofinare infine bene con un foglio di carta da cucina ed asciugarli. Tagliarli a cubetti di circa mezzo centimetro per lato. Rosolare in una padella con poco di olio lo scalogno tritato finemente e lo spicchio di aglio. Unire i funghi tagliati a cubetti e lasciarli cuocere dapprima a fuoco vivo, poi più basso. A cottura ultimata togliere l'aglio.
Tagliare lo speck a listarelle molto sottili e scottarlo in una padella con un filo d'olio in modo da renderlo croccante.
Unire lo speck ai porcini. Cuocere i maccheroncini in abbondante acqua salata e quando sarà al dente scolarla ed unirla al condimento e saltare in padella con una spolverata di parmigiano reggiano grattugiato ed alcuni cucchiai dell'acqua di cottura della pasta.
A noi piace....

Maccheroncini integrali “varietà” Senatore Cappelli

Sono dei maccheroncini lunghi realizzati attraverso processi di filiera corta da semola di grano duro della antica varietà Senatore Cappelli miscelta ad altre semole integrali di grano duro. Il “Senatore Cappelli” è una varietà di grano duro che deriva dal Nord Africa non sottoposto a modificazioni genetiche e che negli anni 60 rappresentatva il 30% della produzione italiana di grano duro. E' poi utilizzato per migliorare geneticamente altre varietà di grano duro, ma poi andò in disuso per essere sostituito da altre varietà nuove che nel frattempo erano diventate più produttive. Ora questa varietà, come tante altre viene riscoperta in quanto per la sua altezza (160-180 cm.) e il suo apparato radicale sviluppato riduce lo sviluppo delle ed è quindi molto adatto per l’agricoltura biologica. La semola prodotta con questo grano antico, rispetto ad una semola tradizionale, è molto più saporita e profumata e consente di ottenere una pasta ricca di elementi nutritivi come lipidi, aminoacidi, vitamine e minerali con una elevata tollerabilità.


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