Baccalà al forno con capperi, pomodori secchi e peperoni cruschi - Fichicaramellati.it

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Baccalà al forno con capperi, pomodori secchi e peperoni cruschi

Piatti di mare
Il Baccalà al forno é un secondo piatto facile da preparare e gustoso, ideale per la cucina di ogni giorno, ma anche per una cena tra amici. Anche se all’apparenza la ricetta può sembrare complessa, è davvero semplice e il piatto può essere preparato prima e messo poi a cuocere in forno. Quella che vi proponiamo è una ricetta con ingredienti molto saporiti che non vi deluderà!

Ingredienti per 4 persone:

1.000 g. di baccalà dissalato
250 g. di pomodorini
60 g. di capperi dissalati
60 g. di pomodori secchi
4 peperoni cruschi
sale q. b.
pepe q. b.

Baccalà al forno con capperi, pomodori secchi e peperoni cruschi
Preparazione:

Prendere del baccalà già ammollato e con già eliminate le lische. Lavarlo e tagliarlo a pezzi.
Pulire i peperoni cruschi usando uno strofinaccio asciutto e aiutandosi con un coltello da cucina per eliminare la parte iniziale dei peperoni, aprirli per il lungo ed eliminare i semi.
Tagliarli a pezzetti e metterli da parte.
Lavare i pomodorini e tagliarli a metà. Ammollare per un poco i pomodori secchi in acqua calda, strizzarli e tagliarli a pezzetti. Dissalare i capperi e metterli da parte.
Ungere una teglia con poco di olio evo e posizionarci sopra, dalla parte della pelle, i pezzi di baccalà. Aggiungere i capperi, i pomodori secchi a pezzetti e i peperoni cruschi a pezzetti. Regolare di sale e di pepe e irrorare con un filo di olio.
Infornare nel forno già caldo a 170 °C (modalità ventilato, oppure 180 °C modalità statico) per circa dodici-quindici minuti.
Baccalà al forno con capperi, pomodori secchi e peperoni cruschi
Baccalà

Il baccalà è ottenuto da alcune specie di merluzzo nordico, principalmente Gadus morhua, che dopo la pesca vengono pulite, salate e stagionate. Questo procedimento ne consente la conservazione per lungo tempo ed è un procedimento che veniva impiegato  fin dai tempi antichi per consentire il trasporto e la  consumazione del pesce in luoghi anche molto distanti da quelli  d'origine. E' un prodotto dei mari del nord ed i paesi principali di produzione del baccalà sono: Danimarca, Isole Fær Øer, Norvegia, Islanda e Canada.
Il baccalà, che non deve essere confuso con lo stoccafisso (merluzzo essiccato e non conservato sotto sale) è un ingrediente delle cucine popolari in quanto era un cibo poco costoso. Si parla di baccalà  quando il merluzzo subisce un processo di salatura (si può parlare di baccalà  solo quando il contenuto di sale assorbito durante la salatura supera  18%) o di salatura e una successiva essiccazione.
Sia il baccalà che lo stoccafisso, per essere utilizzabili,  hanno bisogno di essere dissalati  o meglio, il baccalà deve essere ammollato in acqua fredda, per eliminarne il sale in eccesso, mentre lo stoccafisso deve essere ammorbidito, deve essere reidratato per consentire di restituire ai tessuti  l'originale consistenza.
'Titolo' Aglianico del Vulture DOC - Elena Fucci

'Titolo' è Aglianico del Vulture DOC prodotto nel cuore della zona di produzione dell'Aglianico in contrada Titolo nel comune di Barile su terreni di origine vulcanica. Le une sono del vitigno Aglianico del Vulture in purezza e vendemmiate  solitamente alla fine del mese di ottobre interamente a mano con l'uso di piccole cassette.
Le uve sono diraspate e sottoposte a pigiatura soffice. La tradizionale fermentazione in rosso avviene a temperatura non superiore ai 22-24 °C mentre la maturazione avviene in barriques nuove per almeno 12 mesi. L'imbottigliamento avviene solitamente alla fine dell'anno successivo alla vendemmia e dopo l'imbottigliamento l'affinamento in bottiglia avviene per altri 12 mesi. Il risultato è un vino dal colore rosso rubino intenso con spiccati riflessi granati. All'olfatto presenta profumi fruttati con sentori speziati con note spiccate di ciliegia e di confettura di frutta, ribes e rosmarino, tabacco e cannella con leggeri accenni di vaniglia. Al gusto é secco, caldo, di ampia struttura e lunga persistenza aromatica. Si consiglia di servirlo entro cinque anni dalla verdemmia alla temperatura di 16 - 18 °C.
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